ULTIMI POST

mercoledì 4 ottobre 2017

Assaggio di Lot, Perigord e Limosino... in camper - 06/15 Agosto 2016


Tra Lot Perigord in Camper, dove il sacro ed il profano si incontrano e dove la natura regna sovrana senza dimenticare le ferite lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale...



 -Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone. - 
(John Steinbeck)



LUOGHI VISITATI: Rocamadour, Foret de Singes, Gouffre de Padirac,Sarlat la Caneda, Oradour sur Glane,Collonges la Rouge, Carcassonne, Avignone, Vinadio (CN)   


Dopo molta indecisione sulla meta delle vacanze 2016 scegliamo il Perigord che è per noi una zona ancora inesplorata.   
Studio un itinerario di massima valutando come mete imperdibili Rocamadour, Sarlat la Caneda e Oradour sur Glane e optiamo per prenotare soltanto le prime tre notti del viaggio, tutte a Rocamadour al Camping Le Paradis du Campeur.   


La partenza è prevista per la notte, così da poter fare il tragitto più lungo mentre nostro figlio dorme ed effettuare meno soste possibili.   




- 1° GIORNO: Bernezzo (CN) - Rocamadour (729 Km)   

Verso l'una di notte ci mettiamo in cammino iniziando la nostra vacanza. Raggiungiamo la Francia attraverso il Colle della Maddalena come nostra abitudine e ci fermiamo al centro commerciale prima della città di Sisteron (circa 6 Km prima) dove facciamo il primo rifornimento di gasolio avendo appurato che è uno dei distributori più convenienti su questa prima parte di strada.

Viaggiamo sulla dipartimentale D4085 fino ad Aix en Provence in quanto essa è piuttosto lineare tant'è che  fiancheggia l'autostrada in quasi tutto il percorso e ci permette di evitare il pedaggio che in Francia è piuttosto elevato.
Proseguiamo per tutta la notte piuttosto agevolmente, non incontrando traffico e quando inizia ad albeggiare non siamo più così distanti ma abbiamo già lasciato la costa in prossimità di Montpellier per risalire verso l'entroterra... una breve pausa per far riposare mio marito prima degli ultimi chilometri.
La strada è decisamente panoramica e ci permette di superare il Viadotto di Millau un capolavoro assoluto dell'ingegneria civile, una vera e propria opera titanica che  attraversa la valle del Tarn nell'Aveyron.
Ci è impossibile non rimanere impressionati dalla struttura soprattutto perché, essendo la prima volta che transitavamo in quest'area, non ci aspettavamo di incontrarla.



Numerosi lungo la strada, gli scorci panoramici, le chiese ed i castelli che ci fanno da presentazione al territorio che andremo a scoprire....


Raggiungiamo Rocamadour verso l'ora di pranzo e ci dirigiamo immediatamente in campeggio per sistemarci. 
Il camping Le Paradis du Campeur si trova all'Hospitalet, la parte alta di Rocamadour, ed è in posizione strategica perché vicina al paese e collegato a vari esercizi commerciali (Bar, Ristoranti, Negozi...); dispone inoltre di una piscina e di una piccola area giochi per i bimbi. Le piazzole in erba sono ampie ed ombreggiate.
Pranziamo e ci concediamo un po' di relax per riprenderci dal viaggio; a metà pomeriggio visitiamo la prima meta prevista La Foret des Singes che si trova a circa 200 m. dal campeggio. 
La tariffa è di € 9,00 adulti e € 5,50 bambini (5-14 anni) ma è possibile usufruire di una riduzione di € 0,50 a biglietto presentando il coupon reperibile alla reception del campeggio. 


La foresta di 20 ettari ospita 150 macachi di Barbarie che vivono allo stato libero e che è possibile osservare nel loro habitat naturale.

Nostro figlio, per nulla spaventato, si diverte come un matto ad offrirgli i popcorn rilasciati dai custodi all'ingresso del parco; unico cibo che è possibile dare loro. 
In alcune aree le guardie del parco offrono interessanti  spiegazioni in francese sulle abitudini di vita e  l'alimentazione di questi esemplari e durante il percorso sono esposti anche dei pannelli esplicativi. 

 


Dopo una doccia e la cena in camper decidiamo di fare una prima visita di Rocamadour prendendo la stradina che da l'Hospitalet scende fino al villaggio. 
Il panorama dall'alto è spettacolare, di fronte a noi si staglia incastonato nella falesia, il meraviglioso paese.

Rocamadour è il secondo sito più visitato di Francia dopo Le Mont-Saint-Michel e fa parte del circuito dei più bei villaggi di Francia nonché Patrimonio Mondiale dell'Unesco. 
Situato nella Valle della Dordogna è arroccato su una falesia calcarea che domina il Canyon dell'Alzou; si trova sul percorso del Cammino di Santiago de Compostela ed è pertanto meta di pellegrinaggio anche per i suoi santuari, primo fra tutti quello della Madonna Nera.
















Il villaggio si sviluppa ai lati della via principale, ricca di negozietti e splendidi edifici in pietra che rendono l'insieme un piccolo gioiello.

















Alzando gli occhi, sopra di noi, si manifesta in tutta la sua imponenza ed austerità l'immagine dei santuari che dominano  l'intero complesso circostante.


La fatica della giornata e del viaggio si fa sentire, torniamo così in campeggio ripercorrendo la strada fatta all'andata.

- 2° GIORNO: Rocamadour - Gouffre de Padirac - Rocamadour (32 Km)
La giornata è perfetta, ci svegliamo in forma e decidiamo di andare a visitare le Gouffre de Padirac utilizzando le nostre bici elettriche. 
Il percorso è molto bello e prevalentemente in ombra ma ci sono molti sali scendi, ringraziamo quindi di avere bici con pedalata assistita e non tradizionali, dato il nostro scarso allenamento.

Quando raggiungiamo il sito è ancora relativamente presto e pertanto non troviamo coda alla biglietteria (€ 12,50 adulti - € 9,00 bambini 4-12 anni).

Le Gouffre de Padirac è uno dei siti sotterranei più spettacolari ed interessanti di Francia; la sua cavità larga 35 metri e profonda oltre 100 m. permette di raggiungere un insieme di gallerie sotterranee di impressionante splendore con un fiume che le attraversa e che i turisti possono percorrere per un breve tratto su apposite barche.  

Iniziamo la nostra visita scendendo nelle profondità dell'orrido tramite appositi ascensori (in alternativa è possibile optare per le scale).


























Effettuiamo un breve tratto a piedi prima di salire su caratteristiche barche che ci fanno intraprendere un breve tour lungo il fiume sotterraneo; percorriamo la Riviere Plane ed improvvisamente la volta sopra di noi si apre e ci ritroviamo nel meraviglioso Lac de la Pluie dove si erge maestosa la Grande Pandeloque un'impressionante stalattite di 60 m. .

Scendiamo dalle barche e proseguendo la visita a piedi arriviamo ad una distesa d'acqua chiamata Lac des Gours caratterizzata da una successione di barriere; successivamente ci si trova innanzi ad una vera e propria cattedrale minerale: la sala del Grand Dome che si ammira prima dal basso e poi dall'alto al culmine di una rampa di scale... da qui la visuale toglie il fiato, si susseguono una serie di sculture della roccia, candelabri, cascate e formazioni di calcare sino al magnifico Lac Superieur una distesa d'acqua così liscia da somigliare al vetro.
E' uno spettacolo incredibile reso ancor più unico dal silenzio del luogo, spezzato unicamente dal suono delle gocce d'acqua che si infrangono sulle rocce.
La visita si conclude percorrendo a ritroso il tragitto di andata. 
Purtroppo all'interno è vietato fotografare; è possibile acquistare all'uscita una foto fatta direttamente dai gestori del sito, soluzione che noi adottiamo per poterne conservare un ricordo. 
Le Gouffre de Padirac sono e rimarranno indubbiamente uno dei siti naturali che più ci ha colpito e che consideriamo imperdibili per chi si trova a visitare queste zone.

Usciamo dalle grotte che si è ormai fatta l'ora di pranzo, decidiamo quindi di fermarci nel ristorante presente in loco prima di riprendere le nostre bici e tornare in campeggio.

Trascorriamo il resto del pomeriggio nella piscina del campeggio e scegliamo di cenare in uno dei locali che si trovano all'Hospitalet. 

Veniamo attratti dall'Hotellerie Bellevue che ha fortunatamente ancora un tavolo libero; la cena si rivela squisita e con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Decidiamo di concludere la serata con una passeggiata in Rocamadour che, avvolto nell'oscurità della sera, appare un vero e proprio villaggio uscito da una fiaba.















Per il rientro vorremmo utilizzare i due ascensori che riportano all'Hospitalet ma sono già chiusi e optiamo per la Grande Scalinata di 216 gradini (saliti dai pellegrini in ginocchio) che ci conducono ai sette santuari fra i quali la Cappella di Notre-Dame che custodisce una statua della Madonna Nera, la Basilica del Santo Salvatore e la Cappella di Saint-Michel. Nei pressi della cappella di Notre Dame si trova la Tomba di San Amadour.


Raggiungiamo i Santuari che, ormai privi di turisti e avvolti dalla notte, sembrano circondati da un alone di mistero e magia... la sensazione è quella di passeggiare in un complesso monastico nel Medioevo.

Da qui sarebbe disponibile un secondo ascensore che però, vista l'ora, è anch'esso chiuso e siamo così costretti a proseguire lungo la Via Crucis che porta al Castello e all'Hospitalet.

Finalmente arrivati in campeggio, possiamo abbandonarci tra le braccia di morfeo.

- 3° GIORNO: Rocamadour - Borie d'Imbert - Rocamadour (9 Km)   

















Come non parlare del Rocamadour AOP il famoso formaggio di latte crudo di capra che prende appunto il nome dal luogo in cui viene prodotto.

In queste zone ci sono numerose fattorie (Borie) che lo producono e che offrono anche una vendita diretta e decidiamo di fare i nostri acquisti alla Borie d'Imbert, poco fuori dal paese, che abbiamo visto pubblicizzata in uno dei tanti depliant reperibili all'ufficio del turismo e alla reception del campeggio.
Anche in questo caso scegliamo di utilizzare le bici e la mattina ci rechiamo alla fattoria.
Qui è possibile visitare gli allevamenti di capre, vedere come viene prodotto il formaggio ed ovviamente fare acquisti nel loro negozio; ad orari prestabiliti vengono proposte delle visite guidate per i bambini che possono vedere da vicino anche gli altri animali della fattoria.

Non possiamo esimerci da fare numerosi acquisti che utilizzeremo anche come souvenir una volta tornati a casa.

Sulla via del ritorno parcheggiamo le bici al Parking del Castello di Rocamadour con l'intenzione di visitare il villaggio anche in orario diurno.


Del Castello sono ancora visitabili i bastioni al costo di € 2,00; la biglietteria è chiusa ed è possibile raggiungere l'interno pagando con moneta da due euro in apposita gettoniera vicina ad un tornello; noi ne siamo però sprovvisti e decidiamo di soprassedere recandoci direttamente al complesso dei Santuari ripercorrendo, questa volta in discesa, il tragitto della Via Crucis.
Via Crucis
Cappella della Natività lungo la via Crucis

Passo della Croce lungo la Via Crucis
La vista sulla valle sottostante è molto scenografica e nonostante ci si trovi in un sito preso d'assalto dai turisti esso mantiene le caratteristiche rurali e ricche di verde tipiche del Lot.
Salita verso l'Hospitalet


  




Giungiamo ai Santuari, in parte scavati nella roccia e ci imbattiamo nella folla di turisti e pellegrini che durante il giorno visitano questi luoghi. 


La Chiesa in stile romanico-ogivale di St. Saveur è a due navate e risale al XIII secolo, presenta un ammezzato in legno per poter accogliere un maggior numero di pellegrini.


Chiesa di Saint Saveur
Chiesa di Saint Saveur
Nella Cappella di Notre-Dame de Rocamadour del XIV secolo è conservata la statua in legno della Vergine Nera, le cui guarigioni da lei compiute sono attestate nel Libro dei Miracoli.
Vergine Nera
Dal Sagrato dei Santuari abbiamo una visione a 360° dell'imponente complesso che, nonostante la folla, riesce a farci percepire la sua aura spirituale.
Il Palazzo dei Vescovi di Tulle edificato nel XIV secolo veniva invece utilizzato per ospitare i pellegrini illustri.
Sagrato dei Santuari
Sagrato dei Santuari

Palazzo del Vescovo



Visitiamo le varie cappelle prima di ridiscendere i gradini che portano alla via principale del paese; passeggiamo senza una meta precisa facendo gli ultimi acquisti e curiosando tra i tanti negozietti di souvenir e di prodotti tipici.  

Per il rientro decidiamo di prendere i due ascensori che ci riconducono nei pressi del parcheggio del castello. Il primo ascensore parte dalla via principale di Rocamadour e ci conduce ai santuari (aperto solitamente fino alle 19.00/20.00 a seconda del periodo, costo € 2,10 adulti); il secondo Ascensore Panoramico consente dai santuari di raggiungere il castello (orari di chiusura 19:00/20:00 a seconda dei periodi, costo € 2,60 adulti).

Il pomeriggio lo trascorriamo tranquilli in campeggio e decidiamo di congedarci da Rocamadour nel migliore dei modi, ossia tornando a cena nel ristorante che la sera prima ci aveva entusiasmato; memori dei tanti clienti decidiamo di prenotare anticipatamente il tavolo.

Anche questa volta la cena ci soddisfa appieno; al rientro vediamo il trenino che propone il tour serale del villaggio ma la fermata è già piena di gente e ahimè siamo costretti a tornare in campeggio senza aver provato il giro.


- 4° GIORNO: Rocamadour - Sarlat la Caneda - Oradour sur Glane - Flavignac (284 Km)  
Dopo colazione e aver sistemato le ultime cose, lasciamo a malincuore Rocamadour diretti alla prossima tappa del nostro viaggio: Sarlat la Caneda e la Dordogna.

Raggiungiamo Sarlat la Caneda a metà mattina e con estrema fortuna riusciamo a parcheggiare quasi in centro, con tariffa a tempo.




Sarlat la Caneda è una splendida città medievale del Perigord Nero, ricca di pittoresche stradine, palazzi gotici e rinascimentali. L'atmosfera di un tempo, che riesce a ricreare e mantenere intatta, nonostante la calca di turisti, la rende una delle location più gettonate per film storici come ad esempio quello di Giovanna d'Arco, girato in parte qui.

La crescita del suo centro si colloca in età medievale ma la valorizzazione più importante risale agli anni settanta del XX secolo quando una sua ristrutturazione l'ha riportata ai fasti di un tempo.


Tra i monumenti di rilievo troviamo, la Cattedrale di San Sacerdos, la Casa Natale di Etienne de la Boetie, la Lanterna dei Morti e il Maniero di Gisson


Lanterna dei morti


Manoir di Gisson




Entriamo nella Cattedrale di San Sacerdos monumento storico dal 1840 di stile gotico-nordico che presenta uno splendido campanile romanico del 12 secolo.















Solo passeggiando senza meta tra i suoi viottoli si potrà cogliere la vera essenza di Sarlat, una città che ha saputo mantenere inalterato il suo aspetto e che riesce a catturare ed affascinare il turista.


    


Si è fatta ora di pranzo e decidiamo di fermarci in uno dei tanti locali del posto... ci facciamo attirare dal Restastaurant Les Chevaliers de la Tour e concludiamo il pasto soddisfatti della nostra scelta.









Da non dimenticare infine che Sarlat è la patria indiscussa del Fois Gras e sarà impossibile resistere ai tanti negozi che propongono questa e tante altre prelibatezze che il territorio offre.

Anche noi non possiamo andarcene senza aver prima fatto qualche acquisto e curiosato nei numerosissimi negozietti.







Ripartiamo entusiasti di questa cittadina che ci ha ammaliato e che sicuramente vedrà un nostro ritorno futuro; prendiamo il camper e ci dirigiamo verso la Dordogna alla ricerca di un camping nei pressi di Beynac et Cazenac.

E' primo pomeriggio, forse l'ora più caotica, tant'è che il camping Le Capeyrou, che ci eravamo annotati come punto sosta, è pieno e la strada è così trafficata da farci desistere da trovare una sistemazione nella zona.
Facciamo così un'immediato cambio di programma passando alla prossima tappa del nostro tour e ci dirigiamo verso Oradour sur Glane.
E' un vero peccato dover tralasciare la visita di questi paesini lungo la Dordogna ma ci ripromettiamo di tornare, magari l'anno venturo e dedicare tutto il tempo necessario alla loro scoperta.



Raggiungiamo Oradur sur Glane a metà pomeriggio, parcheggiando il camper nell'ampio posteggio gratuito destinato ai visitatori del sito.








L'originale Oradour-sur-Glane è dal 1944 un villaggio fantasma dopo che i Nazisti il 10 giugno 1944 a pochi giorni dallo Sbarco in Normandia decisero per rappresaglia di massacrare il piccolo paese. 642 abitanti di cui 207 bambini vennero trucidati e l'intera cittadina saccheggiata e data alle fiamme.
Il Generale Charles de Gaulle decise che il paese non sarebbe più stato ricostruito ma mantenuto in quello stato, istituendo un museo memoriale a cielo aperto per ricordare i terribili fatti avvenuti.


La nuova città venne poi ricostruita a qualche centinaio di metri e le uniche modifiche apportare ad Oradour furono l'applicazione di alcune targhe commemorative sui muri restanti, ad indicare quali attività commerciali si erano esercitate in quei luoghi.







Non ci sono parole per descrivere quello che si prova camminando su quelle strade, osservando le reti in ferro provenienti da quel che resta di alcuni letti, le carcasse di una macchina da cucire di un sarto, di un forno del panettiere cittadino o di alcune automobili.





Il luogo è immerso nel silenzio, ma è un silenzio che ci urla le atrocità subite dai suoi abitanti, un silenzio a cui è impossibile rimanere indifferenti e che ci ricorda di quali terribili gesti è capace il genere umano.




Possiamo senza ombra di dubbio affermare che è una meta che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita...
usciamo e ci incamminiamo al nostro camper con una stretta al cuore... impossibile dimenticare.



Ripartiamo alla ricerca di un campeggio per trascorrere la notte e dobbiamo faticare parecchio prima di trovarne uno libero; finalmente all'ennesimo tentativo troviamo una piazzola libera al Camping Saint Fortunat.

Il campeggio è alquanto spartano seppur ubicato vicino ad un laghetto in una zona molto verdeggiante.

- 5° GIORNO: Flavignac - Collonges la Rouge - Carcassonne (386 Km) 




Avendo modificato in parte il nostro itinerario decidiamo di inserire come nuova tappa Carcassonne che abbiamo già visitato in altre occasioni ma che è una delle città che più amiamo e in cui ritorniamo ogni volta con piacere. 

Durante il tragitto abbiamo previsto una sosta al borgo di Collonges la Rouge nel quale arriviamo a metà mattina.

Fuori dal villaggio c'è un ampio parcheggio a pagamento sia per auto che per camper al costo fisso di € 2,00 da pagare all'uscita presso la cassa automatica.

Collonges la Rouge è un incantevole e fiabesco borgo situato nel limosino nella regione della Nuova Aquitania, i cui edifici sono in mattoni di arenaria rossa e tetti in ardesia e louze. 
Attorno al borgo la vista spazia su un'area collinare ricca di castagni, alberi di noce e vigneti.
Il paese, inserito tra i paesi più belli di Francia, è antico feudo dei conti di Turenne e vanta magnifiche dimore del XV e XVI secolo, la bella Chiesa Saint Pierre, torri e torrette d'avvistamento.






















Passeggiamo incantati tra i viottoli e le magnifiche stradine, soffermandoci nelle botteghe artigiane; sembra quasi di essere stati risucchiati in un libro di fiabe e di poter scorgere da un momento all'altro qualche fata o folletto. 








Prima di ripartire ci fermiamo per il pranzo optando per il Ristorante Les Pierres Rouge nel quale gustiamo un ottimo pasto e che consigliamo vivamente.

Sazi e soddisfatti torniamo al nostro camper e partiamo alla volta di Carcassonne.



Raggiungiamo la cittadina dell'Occitania nel tardo pomeriggio e ci dirigiamo all'area sosta vicino alla Cité. Con nostro stupore scopriamo che tale parcheggio è stato chiuso ai camper e destinato unicamente ai pullman. 

Tramite le indicazioni scendiamo alla città bassa alla ricerca della nuova area camper ma non trovandola decidiamo di recarci al Camping de la Cité sperando di trovare posto.


Siamo fortunati e riusciamo ad avere una delle ultimissime piazzole disponibili, in un ala del camping un po' più sacrificata, ma vista l'ora e il periodo di alta stagione ci accontentiamo.

Optiamo per fermarci due notti e goderci un po' di riposo e trascorriamo così il resto della serata in camper.

- 6° GIORNO: Carcassonne
Dopo la colazione in campeggio prendiamo le bici e raggiungiamo la Cittadella di Carcassonne.

Carcassonne è una città medievale fortificata che si trova nella regione dell'Occitania ed è inserita nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco.
I suoi primi insediamenti sembrano risalire al 3500 a.C. ma fu solo con la costruzione di una fortezza militare a doppia cinta muraria ad opera dei romani che essa iniziò ad assumere importanza.
Il periodo medievale fu quello più significativo e nel XII secolo la città era diventata uno dei centri più importanti dell'eresia catara. 
Alla fine del XVII secolo si iniziò l'abbandono della Città Alta a favore della Città Bassa che prosperava grazie all'industria tessile e la Cittadella venne addirittura trasformata in cava.
Nel XIX secolo si iniziò il restauro delle fortificazioni è ed così cominciata la sua rinascita diventando oggi uno dei siti turistici più visitati in Francia.
La Città Medievale, composta da 53 torri, presenta una doppia cinta muraria e racchiude una delle più belle cittadelle fortificate d'Europa; degni di nota sono il magnifico Chateau Comtal, la Basilica e 4 porte di accesso.

La parte nuova della città è sede di manifatture tessili, di gomma e scarpe.


Città Bassa




Nonostante sia la quarta volta che visitiamo questo luogo, esso non smette mai di affascinarci. 
Quando percorriamo le sue vie acciottolate e ci guardiamo attorno ci sembra di aver fatto un viaggio nel tempo che ci ha condotto al medioevo.

A Carcassonne non abbiamo mai preso il trenino turistico e decidiamo di farlo in questa occasione; il tour offre un percorso un po' insolito tutto attorno alle mura con una bella spiegazione, tramite audioguida, della storia della città e delle sue curiosità.

Vi è ad esempio una leggenda che narra la storia di come la città assunse il suo attuale nome: 
nel periodo in cui essa era nelle mani dei saraceni subì per molti anni l'assedio delle truppe di Carlo Magno; Dama Carcas, erede e vedova dell'assassinato Re Balaad, vecchio regnante, escogitò svariati stratagemmi per far credere agli avversari che la sua città era ancora viva e prospera; l'ultimo di questi espedienti fu quello di gettare fuori dalle mura un maiale a cui erano state fatte ingurgitare le ultime scorte rimaste. 
Il trucco ebbe successo e i soldati dell'imperatore, convinti che nella cittadella ci fossero ancora viveri in abbondanza, si ritirarono; Dama Carcas per festeggiare fece suonare le trombe della città... le truppe in ritirata, sentendo il frastuono esclamarono "Carcas sonne"!!... da lì il suo nome.



Concluso il tour in trenino si è fatta ora di pranzo e decidiamo di tentare la sorte sperando di trovare un tavolo al Ristorante L'Ostal des Troubadours, in cui siamo stati in passato e che ci era piaciuto molto; siamo fortunati e ci accomodiamo, scegliamo entrambi uno dei menù proposti e il menù bimbi per Tommy... anche questa volta usciamo sazi e soddisfatti.
Rientriamo in campeggio per un po' di relax, tornando nella cittadella, per un'ultima visita, la sera. 

La Cité di sera è meravigliosa, quando ormai sgombra dall'orda di turisti della giornata, si addormenta e su di essa cala il silenzio ed appare ancora più magica.

- 7° GIORNO: Carcassonne - Avignone (239 Km)
Come ultima tappa, prima del rientro a casa, optiamo per un altro ritorno, quello ad Avignone; dopo colazione ci prepariamo e partiamo alla volta della Città Papale.  
Arriviamo a destinazione nella tarda mattinata e cerchiamo una piazzola disponibile al Camping Bagatelle in cui avevamo sostato durante la nostra precedente visita.
Consigliamo vivamente in questa zona il campeggio, rispetto alla sosta libera o area sosta, perché soprattutto dopo il tramonto non appare un'area molto sicura.
Il camping è molto comodo al centro città che si raggiunge con una camminata di 10 minuti, dispone di servizi essenziali e puliti, nonché di un piccolo market per l'acquisto di generi di prima necessità, due ristoranti da noi mai provati e uno spazio giochi per i bimbi. 

     

Nel pomeriggio ci dirigiamo in centro per una visita alla città.
Avignone è una splendida città della Provenza, per molti anni centro di primaria importanza per arte, cultura e soprattutto come città papale, quando nel 1305 Papa Clemente V scelse di trasferirne qui la sua sede che venne mantenuta per circa settant'anni; la sua cinta muraria ricorda ancora i fasti di un tempo che fu. 

E' situata sulle sponde del Rodano creando così nel complesso una vera e propria immagine da cartolina. 


La storia della città risale al Paleolitico ma furono i romani a consolidarne il villaggio e a trasformarlo in Avenio dal quale deriva il suo attuale nome. 

Il centro, racchiuso da mura, è caratterizzato da vie tortuose, piazzette all'italiana e dal magnifico e imponente Palazzo dei Papi, di architettura medievale e in stile gotico, considerato tra i più belli di tutto il continente. 

Nella stessa piazza del Palazzo dei Papi, si trova il medievale Petit Palais, oggi sede di un importante museo.
Non distante si trova l'altro gioiello della città, il Pont Saint Bénézet il notissimo Ponte d'Avignone, entrato a far parte del Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco.

Pont Saint Benezet
Altro importante edificio è l'imponente Cattedrale Notre-Dame de Dome costruita su una precedente chiesa paleocristiana e usata come prigione durante la Rivoluzione Francese. 


Avendo già visitato il Palazzo dei Papi la volta precedente, decidiamo di prendere il Trenino Turistico (durata 45 min., partenza ogni 30 min., tariffa adulti € 9,00, bambini dai 4 ai 12 € 6,00) che dalla piazza del Palazzo parte per un piacevolissimo tour della città.
Avignone sorprende il turista in ogni suo angolo, offrendo numerosi scorci di notevole bellezza unendo la sua storia ad un lato moderno e giovane. 
Villeneuve les Avignon
 

 



Rientriamo in camping per la cena e sistemiamo le ultime cose prima della partenza dell'indomani.


- 8° GIORNO: Avignone - Vinadio (300 Km)

Dopo la colazione lasciamo Avignone e ci incamminiamo verso l'Italia dove trascorreremo un paio di giorni nel borgo montano di Vinadio.
Come d'abitudine percorriamo unicamente strada non a pedaggio e senza incontrare particolare traffico raggiungiamo Vinadio dove ci attendono i cugini di mio marito anch'essi in camping.
Ovviamente facciamo un ultimo pieno di Gasolio ancora in suolo transalpino, nel centro commerciale dopo Sisteron.


Visto il periodo a ridosso di ferragosto il Camping Dei Forti di Vinadio è al completo e pertanto ci sistemiamo nell' Area sopra il campeggio, a fianco alla strada e all'ampio parcheggio del paese. In quest'area è permessa la sosta di 24 h al costo di € 5,00 (no servizi) ma in quest'occasione ci viene concessa la permanenza per le 48 h.


Il paese di Vinadio è un borgo fortificato che si trova alla confluenza dei valloni Reissa, Sant'Anna e Rio Freddo.

Data la sua posizione strategica Carlo Alberto lo scelse per far erigere il Forte Albertino un'opera militare immensa che è ancora in ottimo stato di conservazione e può essere in parte visitata. 
Tutta l'area attorno a Vinadio offre la possibilità, per gli amanti del trekking e della montagna, di numerose passeggiate ed escursioni.


Trascorriamo due giorni in completo relax in compagnia dei cugini che si trovano nel camping e nel quale possiamo comunque restare.

Il camping dei Forti seppur spartano è immerso totalmente nel verde e si protrae fino al bordo del fiume Stura dal quale è stato ottenuto, ad un centinaio di metri, un laghetto artificiale molto frequentato in estate.

- 10° GIORNO: Vinadio - Bernezzo (42 Km)
Il giorno di ferragosto facciamo il definitivo rientro a casa terminando così la nostra vacanza estiva che ci ha regalato tantissime emozioni.
E' stato un viaggio che ci ha portato alla scoperta di una regione che ancora non conoscevamo e che ci ha piacevolmente stupito con le sue innumerevoli sfacettature in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di vacanza. 
Il Perigord richiede sicuramente molti più giorni tant'è che già pensiamo ad un nostro ritorno e ci sentiamo di consigliarlo a tutti, anche a chi ha bimbi al seguito... paesaggi rurali, ottima cucina, storia, borghi e castelli medievali, grotte preistoriche... tutto questo e molto altro.




Curiosità

GASTRONOMIA
Il Perigord è patria dei gourmet con le sue innumerevoli tipicità:
- tra i formaggi ricordiamo il Rocamadour AOP di latte crudo di capra;
- tra le carni e suoi surrogati il Fois Gras, Paté e Terrine de Canard o Oie;
- i tartufi neri del Perigord nero
- le noci con le quali vengono prodotte torte, dolci, olio e liquori.



Viaggiare con i bimbi


- Visita alla Foret des Singes a Rocamadour
- Visita alle Gouffre de Padirac con il suo giro in barca
- Un tuffo nella piscina del Campeggio di Rocamadour
- La visita ad una delle tante fattorie che producono formaggio Rocamadour con scoperta delle sue caprette e di come si ottiene il formaggio.
- Una passeggiata nel fiabesco borgo di Collonges la rouge
- Il tour in trenino della città di Avignone
- Giocare nei pressi del laghetto di Vinadio e per i più temerari fare un bagno nelle sue acque freddine.
            


Indirizzi Utili

DORMIRE

Camping La Paradis du Campeur, L'Hospitalet - ROCAMADOUR (GPS 44.804824, 1.628399)
Camping Saint Fortunat, Hameau Saint Fortunat - FLAVIGNAC (GPS 45.700387, 1.094450)
Camping De La Cité, Chemin Bernard Delicieux - CARCASSONNE (GPS 43.200366, 2.353546)
Camping Bagatelle, Allée Antoine Pinay 25 - AVIGNONE (GPS 43.953532, 4.798656)
Campeggio dei Forti, SS 21 Piazza d'Armi - VINADIO (GPS 44.303288, 7.171229)   

MANGIARE

Hostellerie Bellevue, L'Hospitalet - ROCAMADOUR  (GPS 44.8060277, 1.6244731)
Restaurant Les Chevaliers de la Tour, Rue Albéric Cahuet 11 - SARLAT LA CANEDA (GPS 44.889183, 1.216437)
Les Pierres Rouges, Le Bourg - COLLONGES LA ROUGE (GPS 45.060882, 1.654884)
L'Ostal des Troubadours, Rue Viollet le Duc 5 - CARCASSONNE (GPS 43.207305, 2.363808)

SOSTARE

Parcheggio Sarlat La Caneda, Boulevard Enri Arlet - SARLAT LA CANEDA (GPS 44.888598, 1.218560)


SHOPPING

La Ferme Borie d'Imbert, Direction Sarlat/Souillac - 46500 ROCAMADOUR (GPS 44.818522, 1.603152)





Nessun commento:

Posta un commento

TI E' PIACIUTO QUESTO DIARIO?
LASCIACI UN COMMENTO