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lunedì 23 luglio 2018

Canarie: Natale a Lanzarote e Fuerteventura... in hotel - 23/30 dicembre 2013



Cercate la Primavera tutto l'anno?
Allora non vi rimane che 
visitare le Isole CanarieVi raccontiamo il nostro viaggio a Lanzarote che ci ha fatto innamorare perdutamente di sé e a Fuerteventura tanto selvaggia quanto affascinante...




- Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo - 

 (Lao Tzu) 


LUOGHI VISITATI: Playa Blanca, La Geria, Monumento al Campesino, Teguise, Orzola, Parco Nazionale de Timanfaya, Giardino dei Cactus, Jameos de Agua, Cueva de los verdes, Mirador del Rio, Papagayo, Los Hervideros, Charco de los Clicos, Costa de El Golfo, Corralejo, La Oliva   

Una settimana di ferie nel periodo natalizio ci fa decidere di trascorrere le vacanze nel clima decisamente più caldo delle Canarie.   
La nostra scelta ricade su Lanzarote ma, non essendoci in inverno voli diretti sull'isola, atterreremo a Fuerteventura in cui sosteremo per un paio di giorni prima di ripartire.   

Prenotiamo con un paio di mesi di anticipo sia il volo che il soggiorno: a Lanzarote l'hotel prescelto è il Corbeta con trattamento all inclusive mentre a Fuerteventura l'Oasis Dunas con trattamento di mezza pensione.   

- 1° GIORNO: Bernezzo (CN) - Milano Malpensa - Fuerteventura - Lanzarote
Partiamo da Cuneo in direzione Aeroporto Milano Malpensa in serata visto essendo il volo per Fuerteventura previsto per la primissima mattina.
Parcheggiamo in uno dei parcheggi convenzionati, prenotato da casa, che offre un'ottima tariffa e con navetta ci conduce direttamente al terminal aeroportuale.  

Atterriamo a Fuerteventura in mattinata e subito ci dirigiamo allo sportello del noleggio auto Cicar dove avevamo prenotato il nolo di un automobile per l'intero soggiorno.  Quest'agenzia consente anche il pagamento in contanti, offrendo la possibilità dell'assicurazione completa che copre da ogni tipo di sinistro, e che pertanto non richiede la trattenuta di somme dalla carta di credito.

Ritirata la macchina ci dirigiamo al porto di Corralejo dove prendiamo il traghetto per l'isola di Lanzarote: qui trascorreremo i primi 5 giorni. Questo noleggio auto ci consente di traghettare l'auto tra le due isole.



Lanzarote è l'isola più a nord delle Canarie e deve il suo nome al navigatore che la scoprì nel 1312: Lanzerotto Malocello. 


L'isola è stata nominata dall'Unesco Riserva della Biosfera e, grazie anche all'intervento dell'architetto Cesar Manrique, può vantare un patrimonio naturalistico di straordinaria bellezza, primo fra tutti il Parco Nazionale di Timanfaya.

Raggiunta la destinazione cerchiamo il nostro albergo per il check-in.

L'hotel prescelto è il Corbeta Hotel con formula all inclusive; si tratta di una struttura con annesso un meraviglioso giardino tropicale con piscine e svariati bungalow con funzione di stanze.
Rimaniamo da subito positivamente impressionati per la location e successivamente avremo conferma dell'ottima sistemazione, pulizia e buon cibo.
(in fase di stesura del diario si segnala che l'hotel ha cambiato nome e forse anche gestione).



Dopo la sistemazione nel bungalow ed essere andati in esplorazione dell'hotel si è fatta l'ora di cena.
La sera ne approfittiamo per una prima passeggiata nella vicina cittadina di Playa Blanca che raggiungiamo con l'auto.

- 2° GIORNO: Playa Blanca - La Geria - Monumento al Campesino - Teguise - Orzola - Playa Blanca (147 Km)

Dopo un'ottima e abbondante colazione partiamo con la nostra auto per intraprendere la scoperta dell'isola.
La prima tappa sono i famosi vitigni della Geria.


I vitigni della Geria prendono il nome proprio dalla Geria: una buca conica scavata in strati di ghiaia vulcanica a diversi metri di profondità, al centro della quale viene piantata la vite.

Fila dopo fila, queste cavità dai colori verde, nero e ocra, creano un paesaggio naturale unico al mondo e permettono la produzione di eccellenti vini bianchi.

Rimaniamo incantati da questo panorama così particolare e dall'aspetto quasi lunare; è incredibile come l'uomo sia riuscito a sfruttare in modo proficuo anche una zona apparentemente infruttuosa come questa.

Percorriamo le belle strade che si trovano in quest'area e restiamo senza parole dinnanzi al panorama che si prospetta tutto intorno a noi. I colori che spaziano tra tutte le tonalità del rosso, del marrone e dell'ocra vengono intervallati da spicchi di verde delle palme e dal bianco candido delle casette. Una delizia per gli occhi!

Ci inoltriamo fino all'area che ospita il Monumento al Campesino.


Il Monumento al Campesino è opera dell'architetto Cesar Manrique ed è dedicato ai "campesinos" i contadini di Lanzarote.

Quest'opera astratta vuole simboleggiare l'armonia tra uomo e natura dove la natura è fonte di vita e l'uomo ne è figlio. La figura dell'agricoltore si immedesima così in un sacerdote, uno sciamano che fa fiorire la natura.
Il materiale di costruzione è composto da serbatoi idrici da barca e la struttura si trova nel centro geografico dell'isola.


Dopo la visita del monumento procediamo in direzione della città di Teguise e del Museo della Pirateria.


Il Museo della Pirateria è situato all'interno della Fortezza di Santa Barbara sulla cima del vulcano di Guanapay costruita a partire dalla metà del XV secolo come rifugio dagli attacchi dei pirati, che a quell'epoca colpivano l'isola.
La fortezza non fungeva solo da punto di avvistamento dei pirati ma anche come rifugio per la popolazione durante gli assalti militari.
Il museo è dedicato proprio a questo fenomeno che colpì l'isola; Ingresso adulti € 3,00.


Nella prima sala si può trovare una ricostruzione in scala del vecchio centro storico della città di Teguise.
Nella seconda sala vi sono descrizioni e reperti dei più importanti saccheggi subiti dall'isola.
All'interno degli stretti passaggi sono ubicate le rappresentazioni dei più importanti pirati internazionali mentre nella sala delle armi è possibile ammirare la riproduzione di pistole, sciabole, cannoni e galeoni.

Il panorama che si può ammirare dall'alto della Fortezza è bellissimo; il paesaggio a tratti lunare viene interrotto soltanto dai piccoli agglomerati urbani.




Terminata la visita al museo ci dirigiamo verso il centro della città di Teguise.
Teguise, la vecchia capitale di Lanzarote, si trova nel cuore dell'isola e vanta oltre 500 anni di storia.
Dal 1980 è stata dichiarata Conjunto Historico-Artistico Arquitectonico ed il suo immancabile fascino la rende una città tutta da visitare.
A questo luogo è legata la tradizione dei Diavoletti, figure simbolo di virilità e fecondità, che secondo la leggenda ballavano nelle notti tra Natale e l'Epifania; nel giorno successivo si tenevano messe di ringraziamento per aver superato la notte. 
Oggi la tradizione viene portata avanti nel Carnevale e le maschere dei diavoletti con gli anni sono state perfezionate ed abbellite.
L'edificio più importante è probabilmente la Chiesa di "Nuestra Senora de Guadalupe" costruita all'inizio del XVI secolo.
La chiesa è una fusione di stili ed ha subito numerosi incendi tra cui quello del 1909 in cui venne distrutto l'archivio parrocchiale.

Il centro cittadino con i suoi negozietti e locali, è un piccolo quadro che sembra trovarsi lì quasi per caso, lontano dal resto del mondo.










Di spicco è anche il bellissimo " El Molino" perfettamente conservato.




Nel pomeriggio riprendiamo l'auto e ci spingiamo fino a nord della città e precisamente nella cittadina sul mare di Orzola.

Orzola è un pittoresco villaggio di pescatori che ha saputo mantenere il suo aspetto genuino e rilassante.
Numerosi sono i ristoranti di pesce che si possono trovare mentre,per gli amanti della spiaggia, la sua sabbia bianca è l'ideale per crogiolarsi al sole.
Da qui è anche possibile imbarcarsi per alcune isole come La Graciosa.


Sulla via del ritorno facciamo una breve sosta in prossimità del Giardino dei Cactus di cui ne posticipiamo la visita al giorno successivo. 


Rientriamo in hotel e dopo cena andiamo a fare una passeggiata a Playa Blanca

- 3° GIORNO: Playa Blanca - Timanfaya - Playa Blanca - Giardino dei Cactus - Jameos de Agua - Cuevas del Los Verdes - Playa Blanca (176 Km)



E' il giorno di Natale e come festeggiarlo se non con la visita delle più belle meraviglie naturali che Lanzarote offre?

La nostra prima tappa è il fiore all'occhiello dell'isola ossia il Parco Nazionale de Timanfaya.



Il Parco Nazionale di Timanfaya si estende per 5000 ettari, fa parte delle Riserve della Biosfera Unesco ed è uno dei luoghi più caratteristici di Lanzarote e di tutte le isole Canarie . Per preservare la zona è possibile accedere soltanto a determinate aree ed in alcune di esse, solo con tour guidati.

Quando si arriva con la propria auto si raggiunge l'Isolotto di Hilario, il fulcro turistico del parco.
Qui il personale preposto mostra attraverso geyser artificiali l'importante rilascio di calore dei vulcani dormienti.  

Vicino ad esso troviamo il Ristorante El Diablo, progettato dall'architetto Cesar Manrique, che offre tra le sue specialità carne cotta alla griglia sfruttando il calore del vulcano.

Uno dei modi migliori per scoprire il parco è partecipare ad un tour in bus che conduce il turista in un paesaggio marziano, tra coni, tubi vulcanici e antiche colate di lava verificatesi tra il 1730 e 1736. Costo € 9,00 durata circa 40 minuti.

La vista è surreale e ci lascia letteralmente a bocca aperta, sembra di essere approdati su un altro pianeta o in un altra epoca e la bellezza che questo luogo riesce a sprigionare è indescrivibile.


Terminata la nostra visita al parco, sulla strada del ritorno ci fermiamo a Echadero de Camellos, una zona al confine dove partono carovane di cammelli sui quali è possibile salire per un ulteriore tour molto particolare.

L'escursione dura circa una ventina di minuti ed è divertente.

Il panorama ci mostra nuovamente splendidi coni vulcanici dai meravigliosi colori, colate di lava e pendii di cenere.


Concludiamo la nostra passeggiata in cammello che è quasi ora di pranzo e torniamo così in albergo.
Nel pomeriggio partiamo alla scoperta di altre perle dell'isola dirigendoci come prima tappa al Giardino dei Cactus.


Il Giardino dei Cactus nasce negli anni '70 seppur venga poi inaugurato nel 1990 grazie all'architetto Cesar Manrique che portò la sua attenzione sulla località di Guatiza; qui diverse conche, che si erano create a seguito della prolungata estrazione di cenere vulcaniche, erano poi state utilizzate come discariche.
L'architetto insistette per far ripulire l'area e realizzare il Centro di Arte, Cultura e Turismo "Il Giardino dei Cactus".
Il giardino crea un'armonia totale tra il paesaggio e l'opera artistica, perfettamente integrata nel territorio.
All'entrata, un imponente cactus metallico ed una porta in ferro battuto fanno da anteprima all'interno.
Il percorso è quasi un labirinto che si sviluppa attorno ad una struttura centrale di forma circolare a ricordare quella dei crateri; da qui su una serie di terrazze degradanti sono disposte le diverse varietà di cactus. 
Si trovano circa 7200 esemplari appartenenti a 1100 specie provenienti da tutto il mondo. 


Al centro del giardino è presente una serie di monoliti che sono testimonianza dell'antica attività estrattiva della cenere.

Mimetizzate nel muro si trovano alcune costruzioni con tetto a cupola: negozio di souvenir, caffetteria, spazio espositivo.
Nell'interno della caffetteria si vede nuovamente il segno di Manrique con le sue opere d'arte.

Di notevole impatto scenico e bellezza è infine il mulino che svetta sopra il giardino e da cui si gode di un bellissimo panorama.




La seconda tappa del pomeriggio è lo Jameos de Agua



Jameos de Agua è un complesso di grotte sotterranee che si sono venute a creare circa 3000/4500 anni fa in seguito all'eruzione del Monte della Corona
La colata ha portato alla formazione di un tunnel lavico di 6 Km il cui tetto negli anni subì dei crolli, generando dei buchi attraverso la quale passa la luce (Jameo vuol significare infatti "foro che si presenta con il crollo del tetto").
L'architetto Manrique, ispirato da questa particolare conformazione, iniziò un'opera per unificare arte e natura, realizzando un Giardino Botanico, un Auditorium, un Ristorante ed una Piscina.









Questo luogo, oltre alla presenza di particolari Piante Tropicali, è l'unico al mondo che permette di vedere i Granchi Albini Cechi residenti nella grotta.

Anche qui restiamo stupefatti per come Manrique sia riuscito ad armonizzare la sua arte con l'ambiente circostante e la natura, creandone un tutt'uno che sembrerebbe nato già così.

Splendido è infine il panorama che si può ammirare dal sito, con lo sguardo che spazia sulla costa.

Conclusa questa visita ci dirigiamo al sito successivo, la Cueva de los verdes.


La Cueva de los verdes è una grotta formatasi a causa dell'eruzione vulcanica di Monte Corona più di 5000 anni fa. Essa è lunga più di sei chilometri ed è visitabile per circa 2 e la sua bellezza sta nella particolarità e nella sua luce suggestiva.
Giunti all'interno si può osservare come la grotta sia divisa in due gallerie e da diversi corridoi e lagune.
In epoca antica venne utilizzata per sfuggire ai pirati ed ora dispone anche di un auditorium utilizzato per diverse manifestazioni musicali. 
E' una delle grotte più grandi d'Europa ed è direttamente collegata al Jameos de Agua









Il tour all'interno della grotta dura circa un'ora e si può osservare come l'ambiente sia rimasto tutt'oggi incontaminato nonostante l'artista Jesus Soto sia intervenuto per la creazione di alcuni ambienti. 
Ci si potrebbe soffermare per ore ad osservare e scattare fotografie, tanta la magnificenza di questo sito.
Possiamo affermare senza ombra di dubbio che sia uno dei più bei luoghi da noi visti.

Rientriamo verso l'hotel che il sole sta tramontando regalandoci straordinari panorami. 
Per concludere al meglio la giornata, decidiamo di non cenare in hotel ma festeggiare il natale in uno dei tanti ristorantini tipici di Playa Blanca.

- 4° GIORNO: Playa Blanca - Mirador del Rio - Playa Blanca (142 Km)

In questo nuovo giorno ci rechiamo nel punto opposto dell'isola per scoprire un'altra delle mete più note di Lanzarote: Il Mirador del Rio.
Il Mirador del Rio è uno spettacolare belvedere, unico nel suo genere che si affaccia sullo stretto lembo d'acqua che separa Lanzarote con l'isolotto di La Graciosa.
Anche in questo loco è visibile il tocco artistico di Cesar Manrique.  


Al Mirador è presente un bar, i cui interni sono stati progrettati sempre da Manrique, e una terrazza panoramica.


Ci soffermiamo a mirare queste bellezze per l'intera mattinata, rientrando in hotel solo per il pranzo.
Il resto della giornata lo dedichiamo al relax e allo shopping a Playa Blanca.

- 5° GIORNO: Playa Blanca - Papagayo - Playa Blanca - Los Hervideros - Charco de los Clicos -  Costa de El Golfo - Playa Blanca (63 Km)
La mattina ci dirigiamo verso le note spiagge di Papagayo, uno dei più bei tratti di costa dell'isola.
Il Papagayo è formato da una serie di sette spiagge di dimensione variabile, situate nella Costa del Rubicon nel sud est di Lanzarote. 
Le spiagge di sabbia bianca sono separate da rocce naturali di pietra lavica e sono chiamate: Playa de Afe, Playa de Mujeres, Playa del Pozo, Playa de la Cera, Playa de Papagayo, Caleta del Congrio e Playa de Puerto Muelas.
Playa de las Mujeres è la più grande ed è la prima che si incontra. La spiaggia è lunga più di 400 metri e molto larga; inerpicandosi sulle rocce è possibile avere la visuale di tutte le altre.

Playa de Papagayo è invece l'ultima che si incontra e probabilmente la più famosa ed affollata.
E' molto riparata grazie alle ripide scogliere che la circondano.

Nel pomeriggio riprendiamo l'auto e ci dirigiamo sulla costa sud ovest dell'isola raggiungendo come prima tappa Los Hervideros.
Los Hervideros è una località caratterizzata da scogliere rocciose a picco sull'Atlantico che, percosse dalle onde della corrente, generano una sorta di nebbia e vapore (da qui "hervir" che significa bollire).
E' uno scenario naturale meno conosciuto di altri luoghi dell'isola ma particolarmente affascinante.
Los Hervideros è caratterizzato anche da una serie di grotte e cavità naturali dalle quali si può godere dello spettacolo delle onde. 



Passeggiamo ammirando lo spettacolo naturale che si prospetta dinnanzi ai nostri occhi entrando in una di queste grotte naturali... qui sembra di essere sospesi tra mare e terra, lambiti unicamente dal vento e dagli schizzi delle onde.

La nostra seconda tappa del pomeriggio è il lago verde di Charco de Los Clicos venutosi a creare nel cratere di un antico vulcano e oggi dichiarato Riserva Naturale.
Il suo caratteristico colore verde è provocato dalle alghe che si trovano sul fondo e contrasta con il colore nero della spiaggia de El Golfo e con l'azzurro del cielo e del mare.
Successivamente riprendiamo l'auto per costeggiare tutta questa zona di costa conosciuta come El Golfo a cui appartiene anche il lago.
Le spiagge di El Golfo si trovano nella costa sud ovest di Lanzarote e sono separate dal lago verde; la loro bellezza sta proprio nel colore della sabbia nera vulcanica e dal mare che tende ad essere sempre agitato. 
La zona è molto rocciosa e le spiagge non hanno lettini, servizi ed altre strutture ma sono rimaste assolutamente selvagge.

E' ormai tardo pomeriggio quando rientriamo in hotel per la cena. 


Sarà la nostra ultima serata a Lanzarote e la passiamo nuovamente a passeggio per Playa Blanca.


Playa Blanca era inizialmente un piccolo borgo di pescatori sulla punta più meridionale dell'isola ma con il tempo è cresciuta fino a diventare la seconda località di Lanzarote.
Il suo nome deriva dalla spiaggia situata proprio nel mezzo della città.
Il suo lungomare, ricco di localini, è il luogo ideale per una passeggiata anche a chiaro di luna.




Siamo rimasti affascinati dal villaggio non troppo caotico e che ha saputo, nonostante la crescita, conservare il suo antico aspetto.

- 6° GIORNO: Playa Blanca - Corralejo (Fuerteventura)

Oggi è previsto il trasferimento a Fuerteventura dove trascorreremo gli ultimi due giorni prima del rientro a casa. 
Dopo la colazione ed aver recuperato i bagagli, ci dirigiamo con tutta calma al porto di Playa Blanca dove, con il traghetto, raggiungeremo Corralejo.

Facciamo due passi al porto prima di imbarcarci e ne approfittiamo per un ultimo saluto a questa cittadina che ci è rimasta nel cuore.


La traversata verso Fuerteventura dura circa una mezz'ora  ed è estremamente piacevole, offrendo splendidi panorami e vista sulle isole.

Raggiungiamo Fuerteventura che si è ormai fatta ora di pranzo e dopo aver mangiato un pasto rapido al bar del porto, ci dirigiamo verso l'Hotel Oasis Duna, a Corralejo, che ci ospiterà per due notti con trattamento di mezza pensione.

Fuerteventura è l'isola più antica delle Canarie e la seconda isola più grande, deve le sua fama principalmente alle sue spiagge e al suo mare, nonché alle strade sterrate ed i sentieri panoramici tra campi lavici, vulcanici e barrancos.
Oltre alle famose spiagge può annoverare alcune chicche architettoniche: Pajara e la sua Chiesa, Betancuria con la Cattedrale, l'affascinante penisola di Jandia, il bel paesino di Lajares, il centro più movimentato di Corralejo, il vulcano di Tindaya, i paesi caratteristici con i mulini a vento.  
L'hotel è accogliente e dispone di monolocali ubicati in blocchi, all'interno di un bel giardino tropicale.
Anche il cibo offerto si rivelerà di nostro gradimento ed orientato ad una clientela internazionale.

Il centro della città, nel quale facciamo una passeggiata, è raggiungibile comodamente a piedi dall'hotel.

Corralejo è una città situata all'estremo nord di Fuerteventura e fa parte del comune di La Oliva
Il suo nome deriva dall'insieme delle parole "corral" e "lejo" che significa "il recinto più lontano".
E' un antico paese di pescatori con il quartiere antico dove vivevano i Majoreri (gli abitanti dell'isola) ed un quartiere moderno sviluppatosi negli ultimi anni.
Ciò che la rende famosa è indubbiamente la Grandes Playas di Corralejo con le sue immense dune, a pochi minuti dal centro.  

- 7° GIORNO: Corralejo - La Oliva - Corralejo
Il nostro penultimo giorno di vacanza lo dedichiamo alla scoperta di alcune zone di Fuerteventura.
Dopo colazione riprendiamo la nostra auto e senza una meta precisa imbocchiamo la strada principale che dal Corralejo porta a sud dell'isola.
Il Panorama si presenta a tratti con aspetto lunare e sullo sfondo gli ormai noti vulcani.
Chiesa di La Oliva
Superato il centro di La Oliva alla nostra sinistra scorgiamo due bellissimi mulini a vento che sembrano usciti da un quadro.
I Mulini sono ricorrenti su quest'isola, trovandosi dislocati un po' ovunque.


Il paesaggio appare come un quadro, tanta la sua perfezione, e noi non possiamo fare a meno che scattare quante più foto possibili.

Riprendiamo la via principale e raggiungiamo una delle costruzioni più famose di La Oliva: Casa de los Coroneles.
La casa è una residenza storica, costruita nel XVIII secolo, ed è stata per quasi 150 anni la residenza dei governatori militari dell'isola.
E' situata a sud est del villaggio ma purtroppo il nostro arrivo non coincide con gli orari di apertura al pubblico e dobbiamo limitarci ad osservarla dall'esterno.
Il vento si sta alzando mentre noi riprendiamo la strada del rientro facendo un ultima sosta in prossimità della famosa spiaggia del Corralejo.
Le Spiagge del Corralejo si distinguono per ampiezza e sono contraddistinte da sabbia bianchissima e finissima che si perdono nelle distese del Parco Naturale delle dune di Corralejo.
Alcune porzioni sono lasciate esposte ai venti per garantire sicuro divertimento agli amanti di surf, windsurf e kite. 
Purtroppo il vento si è fatto così forte che non riusciamo ad addentrarci nella spiaggia ma dobbiamo limitarci a fotografarla dalla strada che si sta man mano ricoprendo di sabbia portata dalle folate. 

Il paesaggio è quanto di più remoto e selvaggio si possa immaginare e sotto alcune angolazioni, non fosse per il mare, ci sembrerebbe di essere piombati nel bel mezzo del deserto.
Nostro malgrado dobbiamo risalire in auto e torniamo in hotel.

Il pranzo ed il pomeriggio lo trascorriamo nel centro di Corralejo; per mangiare scegliamo il Poco Loco Grill, che scopriremo gestito da un italiano, dove gusteremo della carne squisita.   

A metà pomeriggio il tempo peggiora ed inizia a piovere, ritorniamo così in hotel dove ci dedicheremo a preparare i bagagli. 

- 8° GIORNO: Fuerteventura - Milano Malpensa - Bernezzo (CN)

Siamo ormai giunti al termine di questa meravigliosa vacanza natalizia. 

Abbiamo potuto scoprire due isole incantevoli con un clima invidiabile; Lanzarote ci ha catturato tanto da farci fantasticare su un nostro futuro trasferimento dopo la pensione.


In mattinata lasciamo l'hotel e ci dirigiamo in Aeroporto per sbrigare le ultime formalità prima dell'imbarco e restituire l'auto a noleggio. 

Raggiungeremo l'Italia nel pomeriggio e casa verso sera.






Curiosità

L'ATTIVITA' VULCANICA
L'attività vulcanica che colpì l'isola principalmente tra il 1730 e 1736 portò alla creazione di nuovi paesaggi e alla distruzione di alcuni villaggi.

Nel 1736 gli abitanti si organizzarono in una processione cristiana per chiedere alla Vergine Maria di fermare il flusso di lava; nell'occasione piantarono una croce e la lava si fermò proprio poco prima di raggiungere la croce stessa. In quel luogo venne edificata una cappella in onore della Vergine dei Vulcani.

CESAR MANRIQUE
Cesar Manrique (1919-1992) nasce a Lanzarote e diventa un artista multidisciplinare: pittore, scultore, architetto.
Dopo aver studiato a Madrid e aver esposto le sue opere in tutto il mondo si trasferisce negli anni '60 a New York.
Pochi anni dopo ritorna a Lanzarote per stabilirsi definitivamente ed avviare il suo progetto più ambizioso: usare l'isola come sua tela coniugando le sue idee artistiche con l'ambiente. 

Nel 1978 riceve il Premio Mondiale per l'Ecologia e il Turismo. 





Viaggiare con i bimbi



In questo viaggio non avevamo ancora Tommy ma segnaliamo:
- Visita al Museo della Pirateria alla scoperta dei Pirati
Visita del parco Vulcanico di Timanfaya
- Tour in cammello nel parco vulcanico
- Scoperta delle numerose varietà di cactus al Giardino dei Cactus
- Esplorazione della grotta Cueva de los Verdes
- Giocare nella spiaggia infinita di Corralejo





Indirizzi Utili

DORMIRE

- Corbeta Hotel - Avenida Faro Pechiguera 1 - PLAYA BLANCA (Lanzarote) (GPS 28.865566, -13.838560) Al momento della realizzasione del diario, l'hotel ha cambiato nome in Elba Hotel.
- Hotel Oasis Duna - Calle Maxorata 2 - LA OLIVA, CORRALEJO (Fuerteventura) (GPS 28.729365, -13.869231)


MANGIARE

- Poco Loco Grill, Calle de Aristides Hernandez Moran 1 - CORRALEJO (Fuerteventura) (GPS 28.734837, -13.869191)

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