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martedì 9 luglio 2019

Viaggiare con i bambini


Viaggiare con bambini piccoli è da sempre un tema molto dibattuto e talvolta può diventare un ostacolo, al punto da rinunciare e decidere di posticipare a quando i bambini saranno cresciuti. 


Ma è davvero così complicato viaggiare in camper quando i figli sono piccoli?
Quali possono essere le scelte per loro più adatte?
Cerchiamo di dare insieme una risposta a queste domande e soprattutto proviamo a sfatare qualche falso mito.

Nel blog alla fine di ogni diario di viaggio troverete un elenco delle attrazioni che abbiamo fatto e che sono perfette per i bimbi; resterete stupiti di come anche le classiche città d’arte, possano offrire attrattive anche per i più piccoli.

Viaggiare in camper può essere una valida opzione?
La nostra decisione di acquistare il camper è stata in parte influenzata proprio dall'arrivo imminente di un figlio e dalla nostra voglia di continuare a viaggiare senza dimenticare le esigenze che può avere un neonato.
E la scelta è stata per noi la più azzeccata; con il camper potevamo muoverci portandoci dietro tutto quello che reputavamo indispensabile per il piccolo e soprattutto non dovevamo sottostare a vincoli di orario di eventuali alberghi e affini. 
Se durante il viaggio dovevamo fermarci per un’urgenza pappa o cambio, nessun problema, era sufficiente uno spiazzo e poi avevamo tutto il necessario.
E quando il pupo inizia a crescere, ecco che sul camper può trovare i suoi spazi per giocare, per gattonare in sicurezza , dormire e mangiare…

Portarsi dietro tutto l’essenziale
Ma cosa è davvero essenziale portarsi in camper quando si ha un bimbo piccolo?
Ricordiamoci sempre che il camper è la nostra casa viaggiante e già di per sé, anche se solo in coppia, alcuni beni di prima necessità li prevediamo a priori: acqua, cibi di base (zucchero, sale, olio, pasta…), medicine, stoviglie, prodotti per l’igiene, asciugamani, coperte...
Con l’arrivo di un bambino questi generi di prima necessità aumentano ma non di molto: durante i primi mesi non dimentichiamoci una bella scorta di pannolini, eventuale latte artificiale e biberon, abbigliamento e copertina, farmaci a loro dedicati per non trovarci impreparati in caso di necessità, creme e detergenti, giochini, ovetto/navicella/passeggino sulla base di quello a cui siamo abituate a casa, seggiolino auto indispensabile e fondamentale per farlo viaggiare in sicurezza.
Crescendo inizieremo a portarci dietro qualche pappa pronta tenendo presente che ogni supermercato anche estero è ben fornito, eventuali termos se prevediamo di stare fuori dal camper per più ore e sostituiremo gradualmente i giochi.

Come pianificare la durata/ lunghezza dei trasferimenti?
A questa domanda non c’è un’unica risposta perché molto dipende dai ritmi a cui siamo abituati sia noi che i nostri figli; teniamo però presente che, soprattutto quando sono piccoli, spesso il miglior modo per farli dormire è quello di farli viaggiare.
Quante volte mi è capitato di sentire genitori che, per far addormentare e/o tranquillizzare i loro piccoli, devono caricarli in auto e fare un giro più o meno lungo?
Ecco che quello che apparentemente ci sembrava un problema, probabilmente non lo è.
Vi sono poi quei casi in cui i piccoli mal sopportano gli spostamenti troppo lunghi ed in tal caso occorre armarci di un po’ di ingegno e programmare il viaggio nei momenti in cui abitualmente dormono o intrattenerli con qualche gioco.
Quando diventano più grandi e un po’ più insofferenti, allora le strategie cambiano e dobbiamo pensare a quelle attività che potrebbero interessare maggiormente: pennarelli e album da colorare, lego, tv o videogiochi; anche in tal caso esistono differenti correnti di pensiero con alcune mamme che potrebbero inorridire di fronte all’ipotesi di intrattenere i figli con un videogioco o un cartone animato.  Io da mamma sono del parere che ogni cosa, se dosata con moderazione, non faccia male e anzi, permetta a tutti di convivere nel modo più sereno e rilassato.

Come pianificare il percorso e le tappe?
Altro tema scottante è quello della scelta del viaggio, per paura che i figli possano annoiarsi e non divertirsi;  ci si pone così mille dubbi su quale dovrà essere la meta, come organizzare le tappe, cosa visitare.
Anche in questo caso occorre fare da subito una distinzione perché tanto più i bimbi sono piccoli, quanto più il problema che si divertano non si pone.
Crescendo i bambini iniziano ad avere preferenze di gradimento, ma sono fermamente convinta che, documentandosi  in anticipo su cosa offre il luogo prescelto, sarà possibile trovare un’infinità di attrazioni adatte anche e soprattutto a loro.
I maschietti saranno interessati a musei legati ai giocattoli, armature, auto, treni, navi…, castelli in cui si possono trovare riproduzioni di macchine da guerra; le femminucce a musei sui giocattoli o bambole, vestiti…, castelli che ricordano regine e principesse; entrambi a parchi di divertimento, parchi faunistici e naturali, ecomusei, grotte, siti preistorici, tour in trenino o battello. 
L’importante è stimolare la curiosità e voglia di conoscenza insita in ognuno perché ricordiamoci che viaggiare è la maggiore risorsa di crescita che una persona abbia a disposizione.


Consigli per le mamme timorose
Quanto scritto sopra dovrebbe avere fugato ogni dubbio o timore,  in ogni caso il mio consiglio è quello di non preoccuparsi prima di aver provato a viaggiare con i vostri bimbi, perché vi stupirete non solo del loro spirito di adattamento, ma di come saranno loro a chiedervi sempre più viaggi alla scoperta del mondo; soprattutto potendo godere dei loro spazi e della loro casa viaggiante.


6 commenti:

  1. I motivi che hai elencato all'inizio del post sono stati gli stessi che mi hanno fatto andare a curiosare a una fiera del camper. L'idea della casa viaggiante mi ispira molto anche se sono un po' timorosa che la manutenzione si riveli troppo complicata...

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  2. Sicuramente, almeno per come viviamo noi il camper, non è un'opzione economica. La nostra scelta è stata dettata dal trovare un mezzo (o un modo) per poter comunque fare viaggi e uscite anche con un bimbo piccolo. Scelta che si è rivelata azzeccata, ora nostro figlio tra un'uscita e l'altra, non vede l'ora di ripartire...

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  3. Da mamma di un bimbo di 11 mesi ho letto con interesse questo tuo articolo. Noi siamo in viaggio ormai da 6 mesi senza camper, ma di casa in hotel, da appartamento a bed &breakfast e per sopravvivere abbiamo dovuto rallentare tantissimo i ritmi.

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    1. Complimenti davvero!! In viaggio da 6 mesi con un bimbo penso sia decisamente impegnativo ma anche con tante soddisfazioni; immagino che a parte le loro esigenze di "piccoli viaggiatori" riescano ad abituarsi molto meglio degli adulti. Leggerò sicuramente i vostri articoli!!

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  4. Questo tema mi interessa tantissimo dato che tra qualche mese diventeremo genitori :-) Io forse sottovaluto il cambiamento che ci sarà, ma vorrei già iniziare a prenotare qualche viaggio (appena decidiamo il nome). Molti mi prendono per pazza ed in effetti forse un po lo sono (incosciente sicuramente). Vedremo se mi ricrederò.

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    1. L'arrivo di un bimbo sicuramente stravolge la vita ma io sono sempre stata convinta che questo "stravolgimento" non deve necessariamente essere visto come totale sacrificio e limitazione, tant'è che noi per quello che abbiamo potuto, siamo sempre andati in giro, anche con Tommy piccolo piccolo. Basta cercare un compromesso che vada bene per tutti ma mai rinunciare, altrimenti si corre il rischio di fare crescere un bimbo in un ambiente triste e insoddisfatto.

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