Tutti i consigli utili per organizzare la visita di Palazzo Vecchio a Firenze, quando e dove acquistare i biglietti e orari.
Avete intenzione di visitare Palazzo Vecchio a Firenze ma non sapete da dove iniziare?
In questo articolo proveremo a fornirvi tutte le informazioni utili per organizzare la vostra visita in anticipo, comprese le indicazioni per l’acquisto dei biglietti.
Vi racconteremo la nostra esperienza e le meraviglie che abbiamo potuto ammirare da vicino e che ci hanno lasciato a bocca aperta.
Abbiamo infatti deciso di vedere Palazzo Vecchio durante il nostro tour a Firenze durante le festività di Carnevale, di cui vi abbiamo parlato nell’articolo Firenze in camper: dove sostare e cosa vedere in due giorni e mezzo.
Se avete già letto quell’articolo, saprete già che abbiamo dovuto fare una selezione dei siti da visitare.
Questo perché eravamo in città proprio la prima domenica del mese (giorno di apertura gratuita della maggior parte dei musei) e il lunedì seguente (giorno di chiusura settimanale di molti di questi).
Palazzo Vecchio, per nostra fortuna, è invece uno dei luoghi che non ha come giorno di chiusura il lunedì e che pertanto stiamo riusciti a scoprire anche all’interno.
Tra l’altro era proprio tra quelli della nostra lista dei desideri e ha confermato le alte aspettative che avevamo.
Per prima cosa vi consigliamo di acquistare i biglietti in anticipo, così da evitare la coda o rischiare di non riuscire a visitarlo.
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- 1. Cenni storici di Palazzo Vecchio
- 2. Informazioni su biglietti e orari per la visita di Palazzo Vecchio
- 3. Esterno di Palazzo Vecchio
- 4. Visita di Palazzo Vecchio: piano terra
- 5. Visita di Palazzo Vecchio: primo piano e mezzanino
- 6. Visita di Palazzo Vecchio: secondo piano
- 7. Visita di Palazzo Vecchio: torre di Arnolfo e camminamento di ronda
Cenni storici di Palazzo Vecchio
Palazzo Vecchio è uno degli edifici medievali più belli di Firenze e, con la sua mole, troneggia in Piazza della Signoria.
La sua bellezza è ancor più evidente, trovandosi separato dal resto dei palazzi della piazza.
Realizzato da Arnolfo da Cambio a partire dal 1299 per ospitare i magistrati fiorentini, oggi ospita gli uffici del Comune.
Caratterizzato dalla facciata in bugnato, merli guelfi e ghibellini e un’alta torre di avvistamento è di fatto sede del potere cittadino da oltre sette secoli.
La storia di quest’area è ancora più antica rispetto alla realizzazione dell’edificio in quanto proprio qui si trovava l’antico Teatro Romano.
Le prime campagne di scavo che hanno riportato alla luce gli antichi resti risalgono alla fine del 1800 ma solo negli anni 2000 sono stati interessati gli ambienti di Palazzo Vecchio.
Sapevate che il nome non è sempre stato questo?
All’epoca della sua edificazione infatti era chiamato Palazzo dei Priori, nel XV secolo Palazzo della Signoria e dal 1540 Palazzo Ducale diventando residenza di Cosimo I de Medici.
Solo dal 1565, epoca in cui i Medici si sono trasferiti a Palazzo Pitti, ha assunto la denominazione attuale.
Ma cerchiamo di capire qualcosa in più della sua storia.
La costruzione, come abbiamo detto, inizia nel 1299 su progetto di Arnolfo da Cambio l’architetto della Cattedrale e della Basilica di Santa Croce.
L’idea era di realizzare una protezione per i Magistrati e un simbolo che dimostrasse la forza della città.
Durante l’edificazione del palazzo vengono inglobati precedenti edifici come la Casa-Torre della Vacca, motivo per cui l’attuale Torre non si trova al centro.
L’aspetto attuale però è il risultato di più modifiche e ampliamenti tra cui quelli di metà 1400 per volere dei Medici e della fine del 1400 con la realizzazione del Salone del Cinquecento.
A metà del 1500 subisce un nuovo e importante ampliamento sempre su ordine dei Medici, raddoppiandone quasi le dimensioni.
Palazzo Vecchio oggi non solo è sede del Municipio ma anche quella dell’importante Museo che abbiamo scelto di visitare.
Informazioni sui biglietti e orari per la visita di Palazzo Vecchio
Palazzo Vecchio è più precisamente il suo Museo, è uno dei siti più visitati di Firenze e pertanto potrebbero esserci code molto lunghe alle biglietterie.
Per questo motivo il nostro consiglio è quello di acquistare i biglietti in anticipo così da non avere problemi di fila e di attese.
I Biglietti possono essere acquistati sul -> sito ufficiale <- con un minimo sovrapprezzo relativo ai diritti di prenotazione.
Se invece preferite partecipare ad una visita guidata potete prenotare a -> QUESTO LINK <- che prevede anche la cancellazione gratuita entro le 48 ore prima della visita.
Altra opzione interessante è quella di acquistare il biglietto con audioguida a -> QUESTO LINK <- che contempla la cancellazione gratuita entro le 24 ore prima.
Nel primo caso sarà sufficiente mostrare il biglietto, inviato in fase di prenotazione, all’ingresso del Museo arrivando circa 15 minuti prima dell’orario previsto.
Potrete stamparlo o salvarlo sul vostro smartphone.
Partecipando invece alla visita guidata, avrete invece il punto di ritrovo in Piazza della Signoria, qualche minuto prima dell’orario prenotato.
Oltre al Museo è però anche visitabile la Torre di Arnolfo che prevede l’acquisto di biglietti separati.
Anche in questo caso potete acquistarli sul -> sito ufficiale <- con un minimo sovrapprezzo relativo ai diritti di prenotazione.
Per la Torre non sono invece previste visite guidate.
Tariffe Orientative Museo Palazzo Vecchio visita libera aggiornamento anno 2026:
– € 12,50 o 17,50 con mostre interi + € 1,00 diritti di prenotazione
– € 10,00 o 15,00 con mostre ridotto (18-25 anni) + € 1,00 diritti di prenotazione
– gratis ragazzi -18 anni + € 1,00 diritti di prenotazioneTorre di Arnolfo:
– € 12,50 interi + € 1,00 diritti di prenotazione
– € 10,00 ridotto (18-25 anni) + € 1,00 diritti di prenotazione
– gratis ragazzi -18 anni + € 1,00 diritti di prenotazione
Orari indicativi:
– Museo Palazzo Vecchio: tutti i giorni (escluso giovedì) 9:00-19:00; giovedì 9:00-14:00
– Torre di Arnolfo: tutti i giorni (escluso giovedì) 9:00-17:00; giovedì 9:00-14:00
Esterno di Palazzo Vecchio
Prima di procedere con la visita interna di Palazzo Vecchio, merita soffermarsi sull’esterno, vista la sua bellezza e ricchezza di cose interessanti.
La facciata, divisa in tre piani, è realizzata in pietraforte, un’arenaria tipica dell’epoca, con una finitura in bugnato.
In cima si trova un ballatoio decorato con una merlatura di tipo guelfo mentre, particolarità dell’edificio, la Torre di Arnolfo presenta una merlatura ghibellina.
Sotto il ballatoio sono ben visibili gli stemmi che hanno caratterizzato la politica fiorentina del tempo.
Gli stemmi sono 9 e si ripetono due volte più due stemmi; rappresentano, da sinistra a destra: il Popolo di Firenze, lo Stemma di Firenze, Firenze e Fiesole Unite, il Papato, la Signoria, i Capitani Guelfi, lo Stemma di Firenze ghibellina, Carlo e Roberto d’Angiò e Ludovico d’Angiò.
Le porte di accesso al palazzo sono più di una e vediamo quali sono le più note.
Oltre all’ingresso principale, sopra il quale si trova un frontespizio in marmo e che conduce al primo cortile, ritroviamo la Porta della Dogana posta sul lato nord.
La porta è così chiamata perché consentiva di accedere agli uffici della Dogana.
Un’altra delle porte è quella di Tramontana, posta sempre a nord che risale all’edificio originario.
Da questa si accede alla Camera d’Arme che è oggi adibita a mostre temporanee.
Raggiungendo Piazza della Signoria, non si può però fare a meno di notare le varie statue che sembrano fare da contorno a Palazzo Vecchio.
Alcune di queste sono ormai delle copie mentre gli originali, tolti dalla piazza per essere preservati, sono conservati in alcuni musei fiorentini.
Ai fianchi della porta principale si trovano a sinistra la più celebre, ossia il David di Michelangelo, mentre a destra Ercole e Caco di Bandinelli.
Il David è però una copia in quanto l’originale si trova nella Galleria dell’Accademia.
Nello spazio che intercorre tra il Palazzo e la Statua di Nettuno sono poste la copia della statua bronzea di Donatello Giuditta e Oloferne e la copia del Marzocco, sempre di Donatello, che rappresenta un Leone.
L’originale Giuditta e Oloferne si trova all’interno di Palazzo Vecchio mentre quella di Marzocco nel Museo del Bargello.
L’ultima statua che possiamo ammirare è quella equestre di Cosimo I de Medici, realizzata da Gianbologna.

Visita di Palazzo Vecchio: piano terra
Per prima cosa dovete sapere che l’accesso al piano terra di Palazzo Vecchio è gratuito e non richiede il pagamento di nessun biglietto.
Questo perché il Museo inizia dal primo piano mentre qui si trovano la biglietteria e alcuni cortili.
Se accedete all’edificio dalla Porta Principale vi ritroverete in quello che è chiamato Primo Cortile.
Realizzato nella metà del 1400 viene in buona parte trasformato dal Vasari in occasione delle nozze tra Francesco I de Medici e Giovanna d’Austria.
Lo stile che possiamo ammirare oggi è quello manierista con interessanti affreschi che rappresentano Chiese e Corporazioni ma anche le città dell’impero Asburgico.
Altrettanto affascinanti sono le colonne decorate mentre al centro è posta una fontana che ha sostituito il pozzo originario.
Il secondo cortile è anche chiamato Cortile della Dogana e vi si può accedere direttamente dall’omonima porta oppure passando attraverso i vari ambienti interni.
Il nome deriva appunto dal fatto che un tempo qui vi si trovavano gli uffici della dogana in cui venivano depositate le merci. Gli uffici sono poi stati trasferiti a seguito della grande piena dell’Arno del 1844.
Oggi ospita la biglietteria del Museo e la libreria.
Il Terzo Cortile è il più recente ed è stato realizzato a seguito dell’ampliamento del Palazzo.
E’ di fatto anche quello meno interessante artisticamente e conduce agli uffici comunali.
L’ultimo ambiente del Piano Terra è la cosiddetta Camera d’Arme che si collega al Primo Cortile da una porticina.
Realizzata agli inizi del 1300 come deposito di armi e munizioni è l’unica a conservare l’aspetto originario e vi si può accedere direttamente dalla Porta di Tramontana.
Oggi è sede di mostre temporanee ed eventi.

Visita di Palazzo Vecchio: primo piano e mezzanino
Attraverso lo scalone del Vasari, posto tra il primo e il secondo cortile, si accede al primo piano e al Museo di Palazzo Vecchio.
Preparatevi ad un inizio con il botto perché il primo ambiente che incontrerete sarà proprio uno dei più belli ed imponenti.
Si tratta infatti del Salone del Cinquecento che vanta misure di tutto rispetto: 54 metri di lunghezza e 23 di larghezza.
Realizzato su volere di Savonarola agli inizi del 1400, per ospitare il Consiglio Maggiore, lascia immediatamente a bocca aperta.
Quello che vediamo oggi è frutto però del restauro del 1540 voluto da Cosimo I de Medici in occasione del trasferimento della propria residenza a Palazzo.
Se le pareti sono quasi interamente ricoperte da affreschi ed arazzi che raccontano le storiche battaglie di Firenze, il soffitto è caratterizzato da 39 pannelli dipinti dal Vasari e dalla sua bottega.
Nel salone sono inoltre presenti nicchie che custodiscono sculture di Bandinelli e statue che rappresentano le dodici fatiche di Ercole.
Sul lato nord è presente un rialzo che delimita “l’udienza”, il luogo voluto da Cosimo I per ricevere ambasciatori.

Da qui, oltre al piccolo Studiolo di Francesco I realizzato nella seconda metà del 1500 su progetto di Vasari e che rappresenta uno degli ambienti più particolari, si raggiunge il Quartiere di Leone X.
Si tratta di un’ala del palazzo costruita a metà del 1500 per volere di Cosimo I de Medici in cui ogni sala è dedicata ad un personaggio illustre della famiglia.
La prima sala che incontriamo è quella di Cosimo il Vecchio dipinta rappresentando i momenti principali del suo operato.
Spicca su tutto il bel soffitto realizzato dal Vasari.
La seconda sala è quella di Lorenzo de Medici, nipote di Cosimo il Vecchio e detto il Magnifico. Anche in questo caso fanno mostra di sé le pitture del Vasari sia alle pareti che sul soffitto.

L’ultima stanza del Quartiere, tra quelle visitabili come area museale, è la Sala di Leone X. All’anagrafe Giovanni de Medici era figlio di Lorenzo il Magnifico ed è poi divenuto Papa nel 1513. La continuità decorativa rimane anche qui sempre con pitture al soffitto ed affreschi alle pareti di Vasari.
Tra il primo e il secondo piano di Palazzo Vecchio si trova il Mezzanino che è anche l’ambiente più antico in quanto risale agli inizi del 1300.
E’ stato sia sede di magistrature che anche dimora privata ed è per questo che le sue stanze, rispetto alle altre, rispecchiano maggiormente l’aspetto di abitazione.
Nelle sue sale è conservata la Collezione Loeser che ricrea l’ambiente tipico delle case del rinascimento ed è possibile ammirare antichi lavandini in pietra, gabinetti e armadi a muro.
Tra le stanze ricordiamo la Stanza da Desinare, la Sala dei Gigli, la Stanza della Torre, la Stanza del Terrazzino, la Sala del Marzocco e la Stanza d’Angolo.
Visita di Palazzo Vecchio: secondo piano
Il secondo e ultimo piano del Museo di Palazzo Vecchio si divide nuovamente in quartieri: Quartiere degli Elementi, Quartiere di Eleonora e Sale dei Priori.
Il Quartiere degli Elementi è stato realizzato nella metà del 1500 come ampliamento del palazzo voluto da Cosimo I.
Tra le stanze presenti nel quartiere visitiamo la Sala degli Elementi dedicata appunto ai 4 elementi raffigurati sul soffitto (Aria) e alle pareti (Acqua, Fuoco e Terra).

Passiamo quindi nella Sala di Giove posta sopra a quella di Cosimo I quasi a identificare, per importanza, i due personaggi e nella Sala di Opi, dedicata alla dea della prosperità, caratterizzata da un un pavimento in terracotta con stemma ducale e soffitto dipinto da Vasari che rappresenta la divinità, le stagioni e i mesi dell’anno.
La Sala di Cerere conserva al suo interno un pregevole scrittoio chiamato Scrittoio di Calliope e interessanti soffitti sempre dipinti da Vasari.
Ultima stanza che visitiamo del Quartiere degli Elementi è la Sala di Ercole riccamente decorata sia alle pareti che sul soffitto come le precedenti.
Il successivo quartiere è quello di Eleonora che appartiene alla parte più antica dell’edificio ed è infatti stato realizzato tra la fine del 1200 e la metà del 1300 per ospitare le dimore private dei membri del governo, dei Priori delle Arti e del Gonfaloniere di Giustizia.
La prima stanza è la Camera Verde che prende il nome dalla tinta alle pareti che ha sostituito gli affreschi originali; sono invece ancora presenti le decorazioni sulla volta.
La successiva è la Cappella della Duchessa Eleonora, la cappella privata decorata a metà del 1500 e considerata tra i capolavori del Manierismo.

Le seguenti sale del Quartiere sono il piccolo Studiolo o Scrittoio di Eleonora, la Sala delle Sabine, la Sala di Ester, la Sala di Penelope e la Sala di Gualdrata tutte dipinte dal Vasari.
L’ultimo vero e proprio quartiere di queto piano è quello chiamato Sale dei Priori.
Anche qui ci troviamo nell’ala più vecchia del Palazzo; le sale sono state realizzate tra il XIII e il XIV secolo con funzioni di ambienti comuni e di sale Udienze.
Le stanze conservano ancora l’aspetto originario in quanto poco toccate dagli interventi successivi.
La Cappella dei Priori è stata voluta dal Gonfaloniere Solderini ed è dipinta dal Ghirlandaio.
La successiva Sala delle Udienze, usata per udienze e riunioni, è posta sopra il Salone del Duecento. E’ l’unica stanza fatta riaffrescare da Cosimo I.
Impressionante l’adiacente Sala dei Gigli, che è nata dalla suddivisione della Sala delle Udienze.
Il suo soffitto lascia infatti a bocca aperta.

L’ultima sala del quartiere è la Sala della Cancelleria che oggi ospita un’interessante collezione di argenti come mazze da parata.
Prima di concludere la visita del Museo di Palazzo Vecchio rimane ancora una stanza che è stata tra le nostre preferite.
Si tratta della Sala del Guardaroba o delle Carte Geografiche all’interno della quale erano custoditi i beni della corte.
Realizzata nella seconda metà del 1500 dal Vasari, presenta sui pannelli di legno dei mobili, carte geografiche che rappresentavano il mondo conosciuto a quell’epoca.
Il progetto iniziale non fu totalmente terminato ma oggi possiamo comunque ammirare pregevoli carte e un enorme globo posto nel centro della stanza, in epoca successiva.

Visita di Palazzo Vecchio: Torre di Arnolfo e Camminamento di Guardia
Se la visita del Museo di Palazzo Vecchio si è di fatto conclusa, è possibile proseguire con la salita alla Torre di Arnolfo e al camminamento di guardia.
La Torre costituisce la parte più antica del nucleo dell’edificio ed è per questo, che incorporandosi all’antica Torre della Vacca, non è posta centralmente.
Alta 95 m viene realizzata tra la fine del 1200 e i primi del 1300. La prima parte viene conclusa nel 1302 mentre la seconda circa vent’anni dopo.
I 223 gradini conducono all’ultimo terrazzamento che regala una splendida vista sulla città.
Salendo la torre si possono ammirare la cella in cui sono stati imprigionati Cosimo il Vecchio e Savonarola e le due celle campanarie.
Per accedere alla torre occorre munirsi di un biglietto apposito che può essere acquistato singolarmente.
Attenzione:
L’accesso alla Torre è vietata ai bambini al di 6 anni mentre i minori di 18 anni devono essere accompagnati da un adulto.
La salita è sconsigliata a coloro che soffrono di claustrofobia, cardiopatici e asmatici o se in presenza di difficoltà motorie.
